Vola, Colomba!




Arte e cultura, Bari | Pierangelo Indolfi | 31 dicembre 2014 alle 11:39

Oggi l’ultimo dell’anno. Qualcuno sa che si festeggia San Silvestro, un papa a cui fu attribuito, secoli dopo la sua morte, di aver accettato una donazione dall’imperatore Costantino che avrebbe giustificato per tanto tempo l’ingiustificabile, cioè il potere temporale della Chiesa.

Non so se capita anche a voi di guardare il calendario di frate Indovino e soffermarvi sul secondo e terzo santo del giorno, santi di serie B, un po’ come la nostra magica squadra. E se nonostante tutto ci professiamo della Bari seguaci, possiamo a maggior ragione riporre le nostre aspirazioni e qualche preghiera di fine anno nelle mani di una santa di serie B.

Sto parlando di una ragazza spagnola del terzo secolo che, convertitasi al cristianesimo, scappò di casa a sedici anni, raggiungendo rocambolescamente la Francia. Ma il suo sogno di una nuova vita si spense a Sens, dove fu incarcerata ed esposta in un bordello, alla mercé delle voglie arretrate di soldati allupati, in quanto si era permessa di rifiutare di sposare il fichissimo figlio dell’imperatore Aureliano, cultore del dio Sole. Il suo nome era Colomba, o almeno la soprannominarono così per la sua innocenza.

Qui intervengono tutti gli ingredienti dell’agiografia classica. Quando il primo soldato le si avvicina, viene sbranato da un orso in servizio nel vicino circo (nel periodo natalizio a Bari c’è sempre un circo con gli animali) che accorre in suo aiuto. A tale vista a tutti gli altri soldati svanisce ogni fantasia erotica e quindi si decide di bruciare sia lei che l’orso sul rogo, ma un acquazzone spegne il fuoco. Alla fine subirà la morte per decapitazione.

Santa Colomba ha a che fare con la nostra città, perché si racconta che il suo corpo fu trasportato a Bari in volo dalle colombe nel 1700. Vuoi che sia vero, vuoi che abbiano rubato qualche reliquia che qui a Bari siamo specialisti, vuoi che sia stata tutta una messa in scena, nella cripta della cattedrale di Bari è esposto il simulacro del corpo di Santa Colomba, alla quale forse si presta troppo poco culto. Invece è un esempio di adolescente ribelle e alla ricerca di una propria realizzazione a prescindere dagli uomini, ricchi e potenti che siano.

La prossima volta quindi, le mie concittadine potrebbero sostituire il rituale giro del 6 dicembre intorno alla colonna miracolosa della Basilica di San Nicola, nota per la sua proprietà di far trovare marito alle zitelle, e andare a salutare il 31 dicembre la coraggiosa Santa Colomba, che di un marito a quel prezzo non sapeva che farsene.


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Articolo scritto da Pierangelo Indolfi

Pierangelo Indolfi Pierangelo Indolfi Informatico da lontani tempi non sospetti, giunto ora alla release 2.0. Meridionale da generazioni, concilia la passione per la tecnologia con il piacere di scrivere, specialmente sul web, e cerca una sintesi di se stesso nell'esperienza quotidiana di insegnante nella scuola pubblica.
Sito: http://suitetti.blogspot.com


1 commento

  1. Pierangelo scrive:

    Su Barinedita un articolo scoop che fa approfondimenti importantissimi su ciò che lega Colomba da Sens alla città di Bari.

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